mercoledì 9 maggio 2012

RAGAZZO CHE FU.

Oggi sono passata da quelle parti sai?


Sono passata davanti a quella casa così graziosa


te la ricordi quella casa così graziosa che avremo


voluto per noi, oggi ci sono passata davanti e


non c'era più, quella casa così graziosa non


stava più lì, abbattuta passata svanita


e c'era una ruspa e c'era un buco,


una ruspa un grosso buco e nessuna casa più,


non c'erano le alte pareti ocra e


nemmeno la porta verde col catenaccio,


non c'erano il sentiero lastricato nè la fontana


di marmo, nemmeno le rose c'erano più.


C'era solo una ruspa che scavava un buco già


scavato, quel buco nato già profondo quel


buco profondo già scavato affinchè nascesse...


ed è arrivato il momento, lo so perchè me lo ha


detto il vento quando ha posato il suo irrequieto


palmo sulla spalla immobile del mio corpo


immobile dentro i suoi immobili pensieri


mentre gli occhi immobili tentavano di mettere


a fuoco l'immobile memoria di una immagine


abbattuta passata svanita.


E' arrivato il  momento, si, me l'ha detto il


vento col suo sibilo tiepido ed io che mi


aspettavo un urlo gelido, ho sentito i miei


battiti sconvolgersi al ritmo della sua voce


così come sconvolta è stat'anche la staticità


di quel momento che è arrivato all'improvviso


insieme al vento, si, inaspettato e brusco


questo gelido momento esploso nel respiro


caldo del vento, questo momento, questo


momento che dell'addio è il momento.


E non ho rimpianti non ho rimorsi e nemmeno


massime da dispensare, no ragazzo che fu


non c'è nessuna lezione da imparare


si è affievolita la fiamma e tu l'hai lasciata


svanire, eppure ti avevo servito me stessa su


un piatto d'argento eppure mi tenevi tutta


nel palmo della tua mano sinistra, cos'è


successo a quel punto ragazzo che eri ragazzo


che fu ragazzo che sei stato il mio amore,


cos'è successo a quel punto cosa hai fatto


e dire che avevi il mio cuore nel palmo della


tua mano sinistra ma non hai mai capito mai tu


hai voluto vedere il mio punto di vista così


hai stretto la morsa ma io ho un cuore selvaggio


e l'anima mia contorta si consuma se la mano cui


si dà è quella del dominio, ragazzo che eri ragazzo


che fu ragazzo che sei stato il mio amore e adesso 


non lo sei più, non ho rimpianti non ho rimorsi e


nemmeno massime da dispensare solo un pò di


rabbia che graffia l'immobile memoria di una


immagine abbattuta passata svanita come quella


casa così graziosa, te la ricordi quella casa così 


graziosa che avremo voluto per noi, abbattuta


passata svanita come l'anemone di luce che mi


scintilla in viso mentre penso che avresti potuto


accogliermi e invece hai cercato di possedermi


mentre percepisco la fine di questa stessa


percezione e mi godo la pace di questo momento,


questo momento che dell'addio è il momento...


Addio ragazzo che eri ragazzo che fu


ragazzo che sei stato il mio amore e


adesso non lo sei più.

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