Oggi sono passata da quelle parti sai?
Sono passata davanti a quella casa così graziosa
te la ricordi quella casa così graziosa che avremo
voluto per noi, oggi ci sono passata davanti e
non c'era più, quella casa così graziosa non
stava più lì, abbattuta passata svanita
e c'era una ruspa e c'era un buco,
una ruspa un grosso buco e nessuna casa più,
non c'erano le alte pareti ocra e
nemmeno la porta verde col catenaccio,
non c'erano il sentiero lastricato nè la fontana
di marmo, nemmeno le rose c'erano più.
C'era solo una ruspa che scavava un buco già
scavato, quel buco nato già profondo quel
buco profondo già scavato affinchè nascesse...
ed è arrivato il momento, lo so perchè me lo ha
detto il vento quando ha posato il suo irrequieto
palmo sulla spalla immobile del mio corpo
immobile dentro i suoi immobili pensieri
mentre gli occhi immobili tentavano di mettere
a fuoco l'immobile memoria di una immagine
abbattuta passata svanita.
E' arrivato il momento, si, me l'ha detto il
vento col suo sibilo tiepido ed io che mi
aspettavo un urlo gelido, ho sentito i miei
battiti sconvolgersi al ritmo della sua voce
così come sconvolta è stat'anche la staticità
di quel momento che è arrivato all'improvviso
insieme al vento, si, inaspettato e brusco
questo gelido momento esploso nel respiro
caldo del vento, questo momento, questo
momento che dell'addio è il momento.
E non ho rimpianti non ho rimorsi e nemmeno
massime da dispensare, no ragazzo che fu
non c'è nessuna lezione da imparare
si è affievolita la fiamma e tu l'hai lasciata
svanire, eppure ti avevo servito me stessa su
un piatto d'argento eppure mi tenevi tutta
nel palmo della tua mano sinistra, cos'è
successo a quel punto ragazzo che eri ragazzo
che fu ragazzo che sei stato il mio amore,
cos'è successo a quel punto cosa hai fatto
e dire che avevi il mio cuore nel palmo della
tua mano sinistra ma non hai mai capito mai tu
hai voluto vedere il mio punto di vista così
hai stretto la morsa ma io ho un cuore selvaggio
e l'anima mia contorta si consuma se la mano cui
si dà è quella del dominio, ragazzo che eri ragazzo
che fu ragazzo che sei stato il mio amore e adesso
non lo sei più, non ho rimpianti non ho rimorsi e
nemmeno massime da dispensare solo un pò di
rabbia che graffia l'immobile memoria di una
immagine abbattuta passata svanita come quella
casa così graziosa, te la ricordi quella casa così
graziosa che avremo voluto per noi, abbattuta
passata svanita come l'anemone di luce che mi
scintilla in viso mentre penso che avresti potuto
accogliermi e invece hai cercato di possedermi
mentre percepisco la fine di questa stessa
percezione e mi godo la pace di questo momento,
questo momento che dell'addio è il momento...
Addio ragazzo che eri ragazzo che fu
ragazzo che sei stato il mio amore e
adesso non lo sei più.
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